
BLISTER
Le nostre pillole
Blister | #1 Aiutare il prossimo per migliorare noi stessi
Eccoci qui finalmente con la nostra nuova newsletter, Blister. Perché Blister? Ogni mese ti procuriamo una pillola di approfondimento e curiosità in pieno stile tipofthehat. Qui non duplicheremo contenuti, crediamo fortemente che tu valga molto di più di un semplice copia e incolla.
In questa prima uscita sarà Michela ad aiutarci ad entrare in punta di piedi nel terzo settore. Ci offrirà uno scorcio privilegiato su un mondo non molto conosciuto ma decisamente interessante e ricco di spunti. In coda sveliamo per la prima volta un dettaglio della community - chi siamo, da dove veniamo? - e un piccolo best of dell'ultimo mese - in base alle preferenze dei Theta Thinkers - che non puoi esserti perso!
Michela, 29 anni, operatrice nel terzo settore, nerd in tutto e per tutto
Aiutare il prossimo per migliorare noi stessi
Hai mai sentito l’espressione “guerra tra poveri”? Fa riferimento a quella circostanza in cui, invece di concentrarsi su come risolvere un problema, ci si aggrappa al fatto che non solo la situazione pessima in cui ci si trova sia colpa di qualcun altro, ma che quel qualcun altro sia in difficoltà quanto e più di noi, e che spesso faccia parte degli ultimi, i più facili da accusare.
Anche nelle situazioni più critiche si attua questo processo: è molto più facile dare la colpa della propria condizione a terze persone, piuttosto che agire, muoversi, fare. Come dice il Dalai Lama, “è più facile meditare che fare effettivamente qualcosa per gli altri. Limitarsi a meditare sulla compassione equivale a optare per l’opzione passiva.”
Ma noi siamo qui perché vogliamo essere attivi, vogliamo invertire questa corrente e facilitare in altre persone questo stesso cambiamento. Non saremo i primi a farlo; fortunatamente anche la solidarietà può essere un virus potente: vi basti pensare che con l’attuale emergenza sono stati davvero in molti ad attivarsi in attività di fundraising, e persino i più giovani hanno deciso di rendersi utili, anche con attività di volontariato.
Ci uniamo quindi a chi sta puntando soprattutto su questi giovani volenterosi, sui poveri che vogliono aiutare i poveri e, perché no, su quei facoltosi che si sentono soli nella loro ricchezza.
Ecco perché questa “rubrica” ti parlerà del terzo settore, in ogni sua sfaccettatura, perché tu possa averne la giusta chiave di lettura e ti possa semplificare l’ingresso in questo mondo sì non profit, ma che crea profitto morale in coloro che ne fanno parte e produce un aiuto concreto per coloro a cui si tende una mano.
#Mickey4toth
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Blister | #2 Profitto altruistico
Si è appena concluso il mese delle prime volte per tipofthehat: i primi incontri, le prime collaborazioni con associazioni e il primo Digital Meet-Up con tutti coloro che si stanno impegnando in prima persona per il progetto. E non eravamo affatto pochi, più di VENTI Theta Thinkers ci hanno messo la faccia!
E' stato un mese di occasioni, tanto emozionanti quanto fondamentali per crescere, per condividere esperienze, per metterci alla prova come squadra.
Nella seconda puntata di questa rubrica, Michela continua a guidarci in un mondo poco conosciuto come il Terzo Settore, spiegandoci il vero significato di "non profit". A seguire, una breve panoramica della community con i post più apprezzati dell'ultimo mese: dacci un'occhiata se non l'hai ancora fatto! 😉
Michela, 29 anni, operatrice nel terzo settore, nerd in tutto e per tutto
Profitto altruistico
Il Terzo Settore è così chiamato per distinguerlo dal Primo Settore, rappresentato dallo Stato, ed in contrapposizione totale al Secondo Settore: il Mercato, rappresentato dalle società commerciali “for profit”.
Gli Enti appartenenti al Terzo Settore (ETS) sono organizzati in Associazioni, Comitati, Fondazioni o imprese che si caratterizzano per lo svolgimento di una o più attività di interesse generale, con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, ma soprattutto non sono a scopo di lucro. I differenti contesti, ambiti disciplinari o approcci culturali hanno fatto nascere numerosi modi per definire l’ambito in cui operano questi Enti, oltre a “Terzo Settore”: si pensi infatti ad espressioni come “Privato sociale”, “enti senza scopo di lucro” o proprio “Non profit”.
Ma qual è il significato di “non profit”? E perché è diverso da “no profit”? Per quanto siano utilizzati entrambi come fossero sinonimi, vi è una leggera differenza che spiega perfettamente la ragion d’essere degli Enti del Terzo Settore. “Non profit” deriva dall’inglese “Not for profit”, quindi “Non per profitto”; non è dunque negata la presenza di profitti, ma viene rimarcato come questo non sia l’obiettivo ultimo dell’ente, che non potrà comunque redistribuire i fondi internamente.
La locuzione “No profit” sottintende invece una negazione assoluta, non vi deve essere alcun profitto; se così fosse però, cioè se un ente non arrivasse ad avere un saldo positivo a fine anno, questo lo renderebbe non operativo all’inizio dell’anno successivo fino a che non avrà raccolto i primi fondi. La presenza di un profitto che, come già detto, non può essere redistribuito, servirà nel nuovo anno a continuare le attività sociali oppure potrà essere vincolato per impieghi futuri o come riserva.
“Il denaro è decisivo in un solo caso, quando può servire ad aiutare il prossimo” Oscar Niemeyer
#Mickey4toth
Dunque investire nel Terzo Settore non comporta un guadagno in termini di profitto economico, ma una crescita in termini di solidarietà sociale. E tu cosa ne pensi? Avevi mai riflettuto sull'esigenza per le società del Terzo Settore di avere entrate per garantire la realizzazione di iniziative benefiche?
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Blister | #3 Servizio civile: perché farlo?
Buongiorno Theta Thinker! Questa sarà l'ultima mail dell'anno ma la newsletter non si fermerà di certo. Il 2021 vedrà l'inizio di tanti nuovi progetti che ti spiegheremo man mano, una pillola alla volta, dandoti una visione privilegiata di quello che accadrà. Quindi resta sintonizzato!
Intanto ripercorriamo a grandi passi questo 2020. Dopo quasi due mesi di Pensiero Theta con cui ti abbiamo spiegato da dove vengono le idee e le speranze alla base del progetto tipofthehat, a settembre i nostri profili social hanno iniziato la loro piena attività!
Assieme al progetto (da 150 Theta Thinkers di inizio settembre siamo ora più di 500) è cresciuto anche il team! Da 4 in origine oggi siamo in 10, ragazze e ragazzi dai 19 ai 26 anni, e proprio una settimana fa abbiamo organizzato il primo toth pub, un incontro (virtuale per ora) per chiacchierare e aiutare tutti noi a sviluppare le nostre soft skills davanti a una bella birra.
Sono stati mesi lunghi ma anche molto soddisfacenti e non vediamo l'ora di iniziare l'anno nuovo con tante novità in serbo per te! Intanto però godiamoci una nuova pillola di Mickey e Claudia che ci spiegano qualcosa in più su come aderire al servizio civile.
Michela, 29 anni, operatrice nel terzo settore, nerd in tutto e per tutto
Claudia, 26 anni, laureata in Lettere, la sua gentilezza è una calamita naturale per persone a dir poco bizzarre
Servizio Civile: perché farlo?
Ti proponiamo l’esperienza di Claudia, 26 anni, che tre anni fa ha deciso di intraprendere questo percorso:
“Era il mese di agosto del 2017 quando ho deciso di candidarmi per il Servizio Civile presso la Biblioteca Civica di Brugherio. Dopo un colloquio e un incontro di valutazione con Anci Lombardia, sono stata selezionata per iniziare, ad ottobre, il percorso della durata di circa un anno.
Il Servizio Civile è un’occasione per collaborare alla valorizzazione del territorio. Per il mio progetto, “Vivere Libri”, ho contribuito alle mansioni che ruotavano intorno al tema della promozione della lettura. Mi sono occupata di varie attività legate all’ambito della biblioteconomia, che ho imparato a svolgere grazie alla formazione specifica, diluita durante l’arco di tutta l’esperienza.
È stato un periodo molto stimolante, al termine del quale ho avuto l’opportunità di sostenere un esame presso il palazzo della Regione Lombardia per ottenere la certificazione delle competenze maturate durante l’anno.
Consiglio a chiunque avesse voglia di mettersi in gioco di provare a candidarsi per il Servizio Civile, ci sono diversi progetti inerenti alla cultura, allo sport, all’educazione, all’amministrazione e all’ambiente. Penso sia un ponte utile per iniziare ad approcciarsi al mondo del lavoro e al tempo stesso partecipare attivamente alla vita della comunità”.
Ti ha incuriosito l'esperienza di Claudia? Ora Michela ci spiega come accedere al programma e come partecipare al bando 2020! In coda come sempre maggiori informazioni sulla nostra community e il best of di dicembre.
UDITE! UDITE!
Il significato del Servizio Civile Universale è impegnarsi in un progetto finalizzato alla difesa non armata e non violenta della Patria, all’educazione, alla pace tra i popoli e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica Italiana, con azioni concrete per le comunità e per il territorio.
È in uscito il bando 2020: clicca qui per vederlo!
COSA OFFRE:
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formazione;
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crediti formativi;
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attestato di partecipazione al servizio civile;
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riconoscimento e valorizzazione delle competenze acquisite;
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assegno mensile di circa € 440,00;
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possibilità per alcuni progetti con sede in Italia di un periodo di tutoraggio (fino a tre mesi) per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro;
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un accesso preferenziale in alcuni progetti di servizio civile universale per i giovani con minori opportunità.
REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE:
Possono presentare domanda i giovani senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda:
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abbiano compiuto i 18 e non superato i 28 anni di età (28 anni e 364 giorni);
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cittadini dell’Unione Europea;
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cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
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non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito.
Sono stati pubblicati numerosi progetti da enti differenti. Dal momento che spaziano su tutto il territorio nazionale, la prima cosa da fare è scegliere quello che meglio risponde ai propri interessi e alle proprie aspettative. Per individuare il progetto giusto è disponibile un motore di ricerca sul sito del Dipartimento delle Politiche Giovanili, mentre per gli elementi specifici di ogni progetto dovrete controllare i siti web degli enti proponenti.
#Claudia4toth & #Mickey4toth
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Blister | #4 Nell'anno della pandemia
Buon anno Theta Thinker! Eccoci qui con una nuova puntata di Blister anche in questo 2021. Ci siamo lasciati lo scorso dicembre promettendoti novità entusiasmanti e ora vogliamo mantenere la parola data. Quindi cosa bolle in pentola?
Siamo OFF-! Cosa intendiamo? “Spenti”? Tutt’altro, più vivi che mai.
Siamo offline. tipofthehat non è solo una pagina Instagram, ricordi? Lo abbiamo detto fin dalla prima newsletter di giugno.
La community per noi si è trasformata in comunità: l’obiettivo comune è fare del bene, darsi una mano a vicenda. Ma in che modo? L’esperienza di tutti i Theta Thinkers può fare davvero la differenza, che sia per rispondere alle domande o sciogliere dubbi riguardo alla sfera lavorativa, che sia per aiutare qualcun* a trovare contatti utili in una nuova città.
E sai cosa abbiamo scoperto? Che fare del bene è contagioso ed è anche per questo che la rete di tipofthehat si sta allargando ogni giorno di più!
La pillola di oggi torna a parlare del Servizio Civile e del volontariato in generale: come ha risposto in tempo di pandemia? Cosa hanno provato i/le ragazzi/e durante l'esperienza del 2020? Ce lo spiega Michela con l'aiuto di Marta, una volontaria che ha iniziato il suo servizio poco prima dello scoppio dell'epidemia.
Michela, 29 anni, operatrice nel terzo settore, nerd in tutto e per tutto
Il Servizio Civile nell'anno della pandemia
L’esperienza lavorativa inizia il 15 gennaio ma come ben sappiamo, già a fine febbraio la situazione ha iniziato a precipitare. Il virus comincia a diffondersi in tutta la Lombardia e questo porta alcun* ragazz* ad operare da casa dopo un solo mese di servizio. A marzo si verificano le prime vere chiusure, fino al blocco totale degli enti. Moltissimi volontari non possono prestare servizio: possono farlo solo quelli che operano in prima linea sulle ambulanze, bardati dalla testa ai piedi – di foto ne abbiamo viste tante.
Viene lasciata un’opzione agli altri, lo smart working, ma molti enti legati al terzo settore vengono colti di sorpresa. Il Dipartimento decide di garantire allora dei permessi straordinari che, di fatto, permettono ai volontari di accumulare ore pur non prestando servizio, almeno fino al 16 aprile. Dal 17 hanno due alternative: riprendere il servizio, in sede o in smart working, o rimanere a casa in attesa di tempi migliori e in questo caso verrà loro prorogato il contratto.
Di volta in volta le informazioni arrivano centellinate, in attesa di un nuovo Dpcm, sempre più tardi, così viene comunicato un rientro forzato in sede entro ottobre. È questo che non permetterà a Marta, una volontaria, di poter riprendere regolarmente il servizio.
“Non sono mai stata una di quelle persone che si ricordano con precisione le date di determinati eventi, ma sono sicura che mi ricorderò dell’anno in cui ho svolto il Servizio Civile Universale (SCU): il 2020, l’anno della pandemia.
La ragione principale che mi ha spinto a svolgere il SCU è stata sicuramente la volontà di entrare in contatto con il mondo del lavoro. I primi mesi sono stati proprio così: fino a marzo mi sono trovata all’interno di una realtà a me estranea, o meglio nella realtà vera fatta di scadenze, organizzazione del proprio tempo, responsabilità.
Non nego di aver provato a volte una sensazione di paura/ansia per i compiti che mi erano affidati, ma se ci ripenso ora è qualcosa che assolutamente mi manca. Durante quei tre mesi scarsi mi sono trovata davanti a delle piccole ma importanti situazioni che mi hanno formato.
Poco dopo come ben sappiamo è iniziato il lockdown e tutto è cambiato. Il lavoro da casa, quando c’era, non era così formativo e stimolante. Essere lontano dall’ufficio mi faceva sentire ancora di più estranea e inesperta, perciò ho capito l’importanza di avere qualcuno che mi formasse in maniera adeguata.
Se mi viene chiesto di valutare il mio percorso di servizio civile provo dei sentimenti contrastanti, tuttavia penso che per qualsiasi ragazz* possa essere un percorso formativo.”
#Mickey4toth
Gli eventi dell’anno passato hanno cambiato il modo di affrontare la quotidianità di ognuno. Siamo stati colti impreparati anche per il fatto che molte realtà erano ancora solo parzialmente digitalizzate.
Ad un anno di distanza, quando stiamo ancora combattendo contro il Covid-19, è necessario iniziare a domandarsi cosa si possa salvare di questa esperienza, cosa possa essere migliorato in futuro nel lavoro d’ufficio e certamente anche nell’erogazione e nell’organizzazione del servizio civile. E tu cosa hai appreso nel corso di questa pandemia?
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Blister | #5 Dall'altro lato
Come vola il tempo! È già passato quasi un mese dall’ultima pillola. E che mese! Tante collaborazioni e novità che cercheremo di raccontare in queste poche righe. Giovedì 11 febbraio abbiamo organizzato il secondo Digital Meet-Up di tipofthehat, un incontro online che riunisce tutti coloro che partecipano attivamente al progetto in una serata di divertimento e curiosità: ben 31 Theta Thinkers hanno aderito da ogni parte d’Italia.
Ma oggi vogliamo anche presentarti il primo dei nostri progetti offline! Come ricorderai, infatti, l’esperienza di tipofthehat non si ferma solo ai social: vogliamo essere una comunità a tutto tondo in cui le persone si aiutano a vicenda. E ci siamo accorti che possiamo portare un contributo concreto nell’ambito dell’orientamento universitario avendo già affrontato gli stessi dubbi e le stesse incertezze dei ragazzi agli ultimi anni delle superiori.
Così nasce toth4kohai, percorsi individuali e personalizzati attraverso cui guidiamo i Kohai – gli “studenti più giovani” in giapponese – verso una scelta consapevole dell’università esplorando i loro interessi, valutando i corsi di studio e confrontandosi con i Senpai, letteralmente gli “studenti più anziani”, cioè neolaureati e laureandi che hanno dato disponibilità a condividere la loro esperienza.
Si è appena conclusa la fase beta con grande successo: 8 Kohai, 70+ Senpai, 33 incontri.
Nella puntata di oggi Michela ci mostrerà l’altra faccia del Servizio Civile, raccontando quale storia si cela dietro a coloro che dedicano la loro vita – lavorativa e non – ad aiutare gli altri a muovere i primi passi in quel mondo.
Michela, 29 anni, operatrice nel terzo settore, nerd in tutto e per tutto
Dall'altro lato
Nel corso degli anni ho partecipato a quasi tutti i bandi che mi permettessero di fare esperienza senza dover rinunciare alle mie passioni. Ed ecco la classica banalità: amo leggere. Scopro il Servizio Civile che mi permette di svolgere un anno presso una biblioteca, mi innamoro del luogo e delle persone. Mi candido alla Dote Comune, un percorso simile al Servizio Civile, che mi permette di svolgere un altro anno all’interno della biblioteca ed è durante questo percorso che mi viene offerto il primo lavoro a tempo indeterminato. A me, senza nessuna laurea.
Ma è grazie a questo nuovo percorso che mi sono resa conto di quello che maggiormente amo del mio lavoro (tralasciando la possibilità di leggere i libri): stare a contatto con le persone. Ho avuto la possibilità di creare legami e amicizie con altri ragazzi che svolgevano il Servizio Civile e di iniziare a condividere esperienze.
Poi, la svolta. Viene aperto un bando per la Leva Civica, un Servizio Civile Regionale, presso lo stesso Ente che mi ha permesso di fare la prima esperienza, Associazione Mosaico. Trovo che la posizione sia perfetta per me e, terminato l’anno, vengo effettivamente assunta. Mi occupo della stesura dei contratti dei volontari, della loro accoglienza e delle presenze, li seguo da prima del loro primo giorno a dopo il loro ultimo giorno di servizio.
Arriva però il 2020. Cosa vuol dire essere dall’altro lato in un anno come quello passato e come quello ancora in corso? Significa mettere a disposizione più metodi di comunicazione: vengono utilizzate email, telefonate, messaggi su Telegram, videochiamate su Zoom e, in caso di necessità, viene dato anche il proprio numero privato. Significa che non esiste più un orario d’ufficio: si è deciso di mettersi sempre a disposizione dei volontari in momenti di difficoltà straordinari.
Significa fare tante, troppe, condoglianze, anche a più persone nello stesso giorno, ma significa anche darsi supporto a vicenda per riuscire ad andare avanti. Significa farsi gli auguri per le feste, ma non sapere come farli, perché non per tutti saranno giorni felici. Significa aspettare tutti insieme di sentire le ultime notizie del Governo. E, alla fine, vuol dire creare un legame più forte di qualsiasi altro anno, salutarsi con le lacrime agli occhi senza potersi vedere, ringraziarsi a vicenda perché sia che ci si trovi da un lato o dall’altro ne siamo usciti insieme.
Un grazie sentito a tutti voi volontari che avete aiutato e continuate ad aiutare in un periodo come questo, vi ringrazio con tutto il cuore.
#Mickey4toth
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Blister | #6 Il Curriculum dice tutto?
Buongiorno Theta Thinker! toth, scuola, marzo: erano questi i tre indizi che ti avevamo lasciato la scorsa puntata per indovinare in quale nuova avventura ci saremmo lanciati ed è ora venuto il momento di svelarti cosa stiamo combinando...
toth4school! Il secondo progetto offline di tipofthehat gira infatti tutto attorno alle scuole e agli studenti degli ultimi anni delle superiori, ancora indecisi su che strada intraprendere nel loro futuro. Con seminari interattivi basati sulla logica della Peer Education, il team è entrato - per ora virtualmente - nelle classi per spiegare come la scelta dell'università non sia irreversibile e per stimolare la condivisione di riflessioni sulla scelta del nuovo percorso formativo.
Il senso di smarrimento dei ragazzi in procinto di iniziare il percorso universitario è lo stesso provato da molti altri prima di loro ed è perciò fondamentale affiancarli e guidarli al meglio per superare paure e dubbi rimasti inespressi.
Non ci siamo fermati qui.
Il 22 di marzo si è tenuto il secondo toth-pub: un'occasione di convivialità e una ventata di buon umore per i membri del team, che - birra in mano - hanno allenato le proprie soft skills e allenato il public speaking con giochi pensati ad-hoc.
Ah, hai sentito le ultime notizie? Il team si è allargato ancora! Due nuovi ingressi, adesso siamo in 13.
Oggi Michela ci dimostrerà che il Curriculum non dice tutto di come siamo e di quanto valiamo davvero, perché alla fine la cosa più importante è mettersi in gioco.
Michela, 29 anni, operatrice nel terzo settore, nerd in tutto e per tutto
Il Curriculum dice tutto?
Sono in corso le selezioni per il bando del Servizio Civile Universale. Ricordi? Ne abbiamo parlato nella Terza Pillola di Blister. Personalmente ho visionato circa 250 curricula ed assistito ad altrettante selezioni, tutte rigorosamente svolte a distanza.
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Come si presenta la domanda?
Tramite il portale DOL e attraverso le credenziali SPID, l’identità digitale verso cui stanno spingendo tutte le autorità quindi, primo consiglio, correte in Posta a farla: è gratuita e vi tornerà utile nella vita di tutti i giorni.
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Che informazioni devo fornire?
All’interno della domanda veniva richiesto ai candidati di indicare il proprio titolo di studio e veniva data la possibilità di dare ulteriori informazioni, in alternativa si sarebbe potuto caricare il curriculum: non è un’alternativa, allegatelo sempre!
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Come deve essere il curriculum?
Il curriculum può essere presentato sotto ogni forma, ma per dare informazioni complete. Il consiglio è di seguire il modello Europass, perché spesso non vengono omesse delle informazioni come le competenze informatiche o la patente.
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Cosa viene valutato nella selezione? E conta solo il CV?
Il curriculum rappresenta solo una parte della valutazione dell’intero iter selettivo. È vero che numericamente parlando ha la sua importanza ma non si sta facendo domanda per un lavoro d’ufficio: ci si sta mettendo a disposizione della comunità.
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Quello che conta per entrare è la motivazione, non è particolarmente importante avere esperienza lavorativa, quanto la voglia di mettersi in gioco nella vita, i tuoi interessi, il volontariato, lo sport.
Così come nella vita, anche per il bando del Servizio Civile Universale la presentazione personale è più importante di qualsiasi curriculum. La voce dei ragazzi trasmette molto di più di una fredda pagina scritta: dalla voce emergono passione, entusiasmo e forza di volontà, che - come direbbe Alessandro Borghese - possono ribaltare il risultato!
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In bocca al lupo a tutti quelli che vogliono mettersi in gioco!
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#Mickey4toth
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Blister | #7 Servizio Civile: la sorpresa di Trento Giovani
Abbiamo una grande novità: finalmente possiamo rivelare su cosa ha lavorato tutto il team nell'ultimo mese!
È giunto il momento di annunciare "PRO GROWTH - l'Officina per prepararsi al mondo del lavoro": è questo il nome del digital workshop gratuito ideato da tipofthehat in collaborazione con POLI.RADIO. L’evento sarà rivolto agli studenti del Politecnico di Milano in procinto di entrare nel mondo del lavoro o che intendono ricevere stimoli utili alla crescita personale in vista di una futura carriera professionale.
Continua l'impegno di tipofthehat nell'orientamento, questa volta in ambito universitario. L'idea alla base del laboratorio nasce dal desiderio di incontrare alcune delle esigenze degli studenti che avvicinandosi alla fine del percorso di studi si possono sentire spaesati, talvolta inadatti e spesso con molti dubbi a cui non sanno rispondere, tra aspettative del mondo del lavoro e insicurezze su come valorizzarsi tra centinaia di candidati.
Il laboratorio è stato progettato con metodologie ad hoc funzionali all'efficacia dell'evento e all'intrattenimento educativo: si spazia da logiche tipiche della Peer Education, passando per stimolanti tecniche di Brainstorming, fino a dinamiche di Serious Game e di Gamification. Lo scopo è quello di offrire ai giovani la possibilità di riflettere, confrontarsi e mettersi in gioco alla ricerca della propria identità professionale.
Save the date: 13 maggio 2021, dalle ore 18:00 alle 19:30. Per iscriversi o per spargere la voce se conosci qualcuno che è interessato clicca/condividi questo link.
La pillola di oggi legata al mondo del volontariato racconta dell'esperienza di Tiziana nell'associazione Trento Giovani, che si occupa di organizzare iniziative rivolte a bambini e giovani fino a 35 anni nel comune di Trento.
In coda, come sempre, uno spaccato sulla nostra comunità.
Tiziana, 26 anni, studentessa di canto, appassionata di comunicazione web e social media
Servizio Civile: la sorpresa di Trento Giovani
Ho cominciato a considerare l’idea del Servizio Civile a febbraio 2020. Dopo una laurea triennale e un anno di viaggio e lavoro in Australia, avevo voglia di fermarmi un po’ nella mia città e di stare più vicina alla mia famiglia e ai miei amici. Così, su consiglio di una cara amica che aveva appena terminato il Servizio Civile in un museo di Trento, ho provato a dare un’occhiata ai nuovi bandi appena pubblicati.
Tra le tante scelte possibili, un progetto in particolare ha attirato la mia attenzione fin da subito: comunicazione web e social media all’Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Trento. Ho inviato la mia candidatura e di lì a poco sono stata ricontattata per fissare la data del colloquio: lunedì 9 marzo 2020, quello che poi sarebbe passato alla storia come il primo giorno di lockdown nazionale. La mattina stessa del 9 marzo il mio colloquio è stato rimandato e posticipato di 2 mesi a causa della pandemia, ma non mi sono scoraggiata e ho atteso pazientemente.
E così a giugno, dopo un primo incontro conoscitivo andato molto bene, ho potuto cominciare la mia avventura a Trento Giovani. Il primo giorno in Ufficio non sapevo cosa aspettarmi. Nel mio immaginario, l’ambiente comunale doveva essere sicuramente noioso, silenzioso e pieno di burocrazia. Con mio grande stupore, ho trovato l’esatto opposto: un team fresco, dinamico, giovanile e sempre sul pezzo. Tanto lavoro, ma ben suddiviso: chi si occupa di contabilità e rendicontazione; chi di proporre e realizzare i progetti per bambin*, ragazz* e giovani della città; chi di curare il rapporto con gli enti partner e le altre realtà locali.
Io mi occupo di comunicazione, assieme ad altri giovani come me. Passiamo le nostre giornate a scrivere articoli, curare l’estetica del sito web e la newsletter, programmare i post di Facebook, Instagram e dei vari social networks. A volte usciamo per le vie della città per documentare con foto e video le mostre, gli eventi e spettacoli o le opere d’arte realizzate dal nostro Ufficio o da giovani ragazzi e ragazze di Trento vincitori di qualche bando.
A poche settimane dalla fine del mio percorso, mi ritengo più che soddisfatta della scelta che ho fatto. In questi mesi ho avuto modo di vivere da vicino l’ambiente di un ufficio pubblico e di capire i pro e i contro di questo tipo di lavoro. Ho creato una rete di contatti ampia e piena di persone in gamba e affidabili. Ho acquisito delle nuove competenze da aggiungere al curriculum, ma soprattutto, ho scoperto di avere una passione in più che sicuramente vorrò portare avanti nella vita.
Consiglio a chiunque di provare il Servizio Civile. È un’esperienza formativa unica e irripetibile, nonché un ottimo ponte tra la vita da studente e la vita adulta, tra la disoccupazione e il mondo del lavoro. Gli ambiti tra cui scegliere sono i più disparati (ambiente, assistenza alla persona, arte e cultura, istruzione, tecnologie, sport ecc.) e in più si ha la possibilità di vivere un’esperienza in un ambiente protetto, dove è concesso di sperimentarsi, fare degli errori, imparare, crescere.
#Tiziana4toth
Blister | #8 Tiriamo le somme
Buongiorno Theta Thinker!
Anche tipofthehat va in vacanza! Ebbene sì, questa sarà l'ultima puntata di Blister prima dell'estate, per questo vorremmo ripercorrere con te quanto accaduto in quest'anno così ricco di emozioni e sorprese per il progetto tipofthehat.
Estate 2020: mentre la pandemia sembrava aver dato un attimo di respiro a un'Italia da poco uscita dal lockdown, il primo nucleo del team ha coinvolto un ristretto numero di Theta Thinkers nel Pensiero Theta, la newsletter pensata per raccontare le origini del progetto e raccogliere feedback dagli utenti.
1° Settembre 2020: nascita ufficiale di tipofthehat e primo post su Instagram. Il team si allarga e iniziano alcune delle rubriche che ancora oggi ci accompagnano, come Ospite Curioso e MaidireMay.
Ottobre/Novembre 2020: prime collaborazioni con associazioni e primo Digital Meet-Up con tutti coloro che hanno contribuito al successo iniziale del progetto. Nasce Blister, la newsletter di tipofthehat, e Michela inizia a raccontarci il mondo del Terzo Settore.
Dicembre 2020: primo tothpub, in cui i membri del team - diventati ormai 10 - si incontrano per chiacchierare e sviluppare le soft skills davanti a una birra.
Inizio 2021: tipofthehat sbarca nell'offline! Inizia il progetto toth4kohai, con percorsi personalizzati per gli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori verso una scelta consapevole dell'università. A marzo è la volta di toth4school, seminari interattivi basati sulla Peer Education per stimolare la condivisione di riflessioni sulla scelta del percorso universitario. Il team, che raggiunge i 13 componenti, organizza il secondo Digital Meet-Up e il secondo tothpub.
Maggio 2021: si arriva così all'ultimo progetto di tipofthehat, "PRO GROWTH - L'Officina per prepararsi al mondo del lavoro", il digital workshop sviluppato in collaborazione con POLI.RADIO per gli studenti del Politecnico di Milano. Lo scopo del laboratorio era quello di aiutare gli studenti a riflettere e mettersi in gioco - nel vero senso della parola - alla ricerca della propria identità professionale. Tra i take-home message dell'esperienza ricordiamo l'importanza di riconoscere i propri limiti e punti di forza, ma anche il grande valore che dà il portare la propria unicità a lavoro.
Cosa ci riserverà il futuro? Per ora tanti Spritz e pennichelle al sole, ma abbiamo già molte idee da sviluppare a partire dal prossimo autunno quindi stay tuned!
Ci rivediamo a settembre!
Un augurio di buona estate da tutto il team.
Team tipofthehat

